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Ricetto di Oglianico

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Oglianico è un comune canavesano di probabile origine celtica, la cui onomastica potrebbe derivare da Uliaco, in seguito Ulianico. Altra teoria ne fa derivare il nome dal gentilizio romano Ulius, da cui fundus ullianus, che successivamente dà luogo a Ulianicus. Le prime notizie certe risalgono al secolo XII e precisamente al 1110, quando l'imperatore Enrico IV, nel confermare numerosi feudi ai suoi fratelli, Guido e Ottone, conti del Canavese, nominò anche Oglianico. Per tutto il Medioevo, le sorti di Oglianico furono legate a quelle del vicino borgo di Rivarolo, sede di castellania sabauda dalla quale dipendeva; mentre Favria, confinante, soggiaceva all'influenza dei Marchesi di Monferrato. Le contese fra i signori canavesani, i Conti di Valperga e di San Martino, per il possesso del territorio, rispecchiavano le antiche lotte tra guelfi e ghibellini. Il borgo di Oglianico si trovava in strategica posizione di transito e di confine, causa di continue guerre. La necessità di difendere la popolazione, raccolti e bestiame, indusse gli abitanti di Oglianico a costruire uno dei più importanti ricetti del Canavese protetto da una imponente torre-porta, tipico esempio di torre medioevale a tre lati, con il quarto lato aperto verso l'interno. È una torre tanto ben conservata e significativa dal punto di vista architettonico da essere fedelmente riprodotta da Alfredo D'Andrade nel Borgo Medioevale del Valentino a Torino, in occasione dell'Esposizione Generale Italiana del 1884. Il legame e la fedeltà dimostrata da Oglianico nei confronti della signoria sabauda trovarono riconoscimento nel diritto a legiferare in forma autonoma. Risalgono al 1352 i primi statuti - Statuta Comunitatis et Hominum Loci Oglianici- poi confermati da Ibleto di Challant, Capitano generale del Piemonte, nel 1372. Da allora, la storia di Oglianico seguì le sorti della dinastia sabauda e dei suoi feudatari fino alla conquista della piena autonomia comunale.( da Wikipedia )
Nel suo complesso il ricetto di Oglianico ha una superficie “intra muros” di 4900 mq; al suo interno si contano 62 cellule edilizie, alcune delle quali ancora ben leggibili. La struttura del ricetto di Oglianico, ancora ben presente nella cartografia ottocentesca e identificabile oggi ad un occhio attento alla lettura della cartografia urbana, è stata completamente inglobata nel borgo attuale; le cellule sono state trasformate in abitazioni. Si conservano intatte nel loro impianto planimetrico le due isole centrali, il decumano e d il primo anello viario. Le cinque isole perimetrali ad un’unica serie di cellule, si sono raddoppiate nel tempo utilizzando come muratura esterna la cortina difensiva e  inglobando la via “di lizza”.
www.prolocooglianico.it

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