I corti di Saccotelli e Vargiu
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«Lei che lavoro fa?»: è una domanda che spesso i lavoratori dello spettacolo si sentono rivolgere. Quando tentano di darvi risposta vengono, solitamente, incalzati da un secondo quesito: «D’accordo ma cosa fa, intendo, per vivere?». Due professionisti del territorio, la regista e film-maker Beatrice Vargiu e l’attore Stefano Saccotelli, canavesani conosciutisi per caso a Milano (dove vivono e lavorano), provano a spiegarlo sabato 4 maggio, alle ore 20:45, al Teatro Cinema Belloc di San Giorgio Canavese in via Piave 15.
La serata, protagonista il «viaggio nel cinema di due sangiorgesi che hanno sognato Hollywood», chiude la stagione 2023/2024 curata dalla direttrice artistica Cristiana Arri, in collaborazione con il Comune, Progetto Michela e Il Contato. «Un contenitore – spiega Saccotelli - dove saranno proposti gli ultimi cortometraggi miei e della conterranea Beatrice: qualche anno fa girai, da protagonista, il suo lavoro d’esordio “Hay almas (Ci sono anime)”, vincitore di diversi festival internazionali tra cui il New York Neorealism Film Awards, il
Rome International Film Festival e il Golden Short Film Festival».
I corti in programmazione, alcuni dei quali già premiati – o che inizieranno a breve il consueto percorso tra concorsi e rassegne dedicate – saranno svelati sul foglio di sala distribuito all’ingresso: scelta che ridurrà al minimo le interruzioni, nell’ambito di un programma particolarmente nutrito. «Lavori indipendenti – prosegue l’attore, attualmente nel cast della serie di Rai Uno “Il clandestino” e al cinema in “Zamora”, film d’esordio alla regia di Neri Marcorè – ma di qualità, anche se realizzati con mezzi non paragonabili a quelli delle grandi produzioni, e da registi e film-maker spesso esordienti: nei quali attori anche affermati si cimentano per sperimentare personaggi e caratterizzazioni fuori cliché. Anche per questo, tengo a ringraziare la direzione artistica del Belloc per il coraggio di dedicare una serata ad un cinema ritenuto, a torto, minore». La domanda contenuta nel titolo dell’appuntamento sarà anche rivolta a Paolo Ghiggio, ex-dirigente sanitario dell’Asl eporediese, che dopo aver lasciato l’attività ospedaliera si è dedicato alla scrittura: nell’occasione, l’autore presenterà il suo volume «Olivetti una storia su due ruote», i cui proventi sono destinati in beneficenza.
«L’invito – chiude Stefano, che è anche coprotagonista del film a tematica LGBTQIA+ “Malanova” di Roberto Cuzzillo che ha debuttato con successo al recentissimo Torino Lovers Festival – è dunque per tutti coloro che apprezzano già, o intendono conoscere meglio, l’arte del cortometraggio e il mestiere di chi fa cinema, davanti o dietro la macchina da presa». Ingresso 10 euro, info e prevendita 3478102026.