Giornata di commemorazione delle vittime di mafia
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L'amministrazione comunale, in occasione della giornata di commemorazione delle vittime di mafia del 21 marzo, propone alla cittadinanza una serata di approfondimento sui rischi di infiltrazione della criminalità organizzata sui nostri territori e spunti per prevenire tali fenomeni a ogni livello. La serata è prevista per giovedì 24 marzo alle ore 20, 45 presso la Sala Lea Garofalo, con l'intervento dell'avvocato Giulio Calosso e della associazione Libera del gruppo Abele e si inserisce nella celebrazione del trentennale dalle stragi di Capaci e di via D'Amelio, nelle quali persero la vita i giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino e i loro agenti della scorta.
"Abbiamo invitato due importanti referenti", afferma la vicesindaca Paola Borsello, con delega a trasparenza e legalità, "quali l'avvocato Calosso, che ha seguito per anni la vicenda Minotauro e ha difeso dal danno di immagine i Comuni di Volpiano e Leinì. Abbiamo anche l'onore di avere con noi la presidente di LIBERA Piemonte Maria José Fava che racconterà la loro esperienza diretta nella lotta alle mafie sui nostri territori. Moderatrice della serata la giornalista della Stampa Nadia Bergamini".
Questo momento si inserisce in una cornice di attività svolte insieme a bambini e ragazzi delle scuole mappanesi, già coinvolti in diverse attività di sensibilizzazione su tali tematiche. Solo nel novembre scorso si è tenuta presso la scuola secondaria la giornata della legalità e dell'ambiente, durante la quale è stata donata dal corpo dei Carabinieri forestali la pianta ottenuta dal genoma della magnolia presente a Palermo di fronte alla casa del giudice Falcone. "I ragazzi saranno protagonisti di un ulteriore progetto sulla legalità proposto dal Comitato per i Servizi e patrocinato dal Comune, che inizierà sabato 26 marzo con una caccia al tesoro x i bambini e proseguirà con un concorso di idee che sarà premiato con borse di studio per i più grandi della secondaria".
" Intendiamo approfondire questi fenomeni per combatterli a livello locale, conclude Borsello, "perché la vita strappata a questi eroi sia una forza per tutta la comunità per una presa di posizione chiara contro ogni infiltrazione mafiosa" .