Giorno del Ricordo
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Giorno del Ricordo: venerdì 10 cerimonia al monumento, una mostra e concerto dei mandolini
Le iniziative del Comune, in collaborazione con l’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, per la ricorrenza dedicata alle vittime delle foibe e dell'esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale
Per il Giorno del Ricordo, istituito con la Legge 20 marzo 2004, n. 92 al fine di «conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell'esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale», sono quattro le iniziative realizzate per la cittadinanza dal Comune di Leini con la collaborazione dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia.
Questo il programma degli eventi:
Da giovedì 9 a domenica 12 febbraio:
· Esposizione mostra documentaristica “Il grande esodo da Fiume” di Tiziano Bellini” dell’ANGVD, visitabile dalle ore 10,00 alle ore 12,30 presso la Sala Consiliare, ad ingresso libero;
· Proiezione gobo sulla Torre civica con la scritta: “10 Febbraio – giorno del ricordo in memoria delle vittime delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata”
Venerdì 10 febbraio, ore 11
Deposizione di una corona d’alloro presso il monumento dell’artista Leinicese Michele Privileggi di via Vittime delle Foibe angolo via Volpiano.
Domenica 26 febbraio, ore 17.30
Concerto dell’Orchestra Mandolinistica Città di Torino ed interventi di rappresentanti Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia - Comitato provinciale di Torino, al teatro civico “L. Pavarotti” - Ingresso gratuito
“Ricordare significa tramandare – commenta la Vice Sindaca, Cristina Bruno -; non soltanto perch^è la lezione non venga dimenticata, ma anche per onorare le persone che hanno subito tutto questo. Persone che non avevano responsabilità, persone che non avevano colpe, persone che erano nate soltanto da un certo lato di una riga tirata sulla carta e chiamata confine. Quanta attinenza ha il passato che ricordiamo con il presente che ci troviamo a vivere: ricordare gli italiani che hanno subito le persecuzioni e ne sono state vittime, con l’infoibamento o l’esilio, ci aiuta a comprendere meglio coloro che oggi, nella nostra Europa, sono vittime di un conflitto altrettanto feroce e assurdo”.